Visite, esami e interventi ritardati o cancellati per decine di migliaia di malati di cancro e di cuore

Visite, esami e interventi ritardati o cancellati per decine di migliaia di malati di cancro e di cuore. E ad un anno dallo scoppio della pandemia nulla è cambiato.
 
Il documento-denuncia di oncologi, cardiologi ed ematologi
Ritardi o cancellazioni di interventi chirurgici per tumore, diminuzione dell’afflusso ai Pronto Soccorso e alle unità di terapie intensive cardiologiche di pazienti con infarto, circa il 20-30 % dei trattamenti oncologici sono stati perlomeno ritardati, se non cancellati.
 
E ancora arresto o forte rallentamento degli screening oncologici. Questi sono solo alcuni dei disagi che in quest’anno di pandemia da Covid 19 hanno riguardato la vita di 11 milioni di pazienti oncologici, ematologici e cardiologici.
E oltre a questi, altri 5-6 milioni che annualmente si sottopongono agli screening oncologici sono anche loro sfavorevolmente interessati dalle vicende che riguardano l’attuale emergenza pandemica.
 
A fare luce sulla situazione è la Foce, la Federazione di oncologi, ematologi e cardiologi che si rivolge direttamente al presidente del Consiglio Mario Draghi per denunciare come alcune di queste “avversità sono tuttora riscontrabili a causa dell’attuale nuova crisi ospedaliera sui reparti di degenze e le terapie intensive”.
 
Nel Report consegnato questo pomeriggio al premier viene fotografata una situazione ancora di estremo disagio per le cure no Covid in Italia. “Dopo un anno di emergenza non è stato operato nessun intervento né strutturale, né organizzativo atto a ridurre queste criticità”.
 
Ma non solo critiche anche proposte per un nuovo Piano Marshall per la sanità: investire in personale e posti letto e potenziare la medicina del territorio.
 
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