Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: la telemedicina, le cure domiciliari e le Centrali Operative Territoriali

Tra i vari punti della Missione Salute del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si parla anche di casa come primo luogo di cura. 

Si vuole, quindi, aumentare il volume delle prestazioni rese in assistenza domiciliare, soprattutto della popolazione di età superiore ai 65 anni e in particolare coloro con una o più patologie croniche e/o non autosufficienti.

L’investimento mira a:

identificare un modello condiviso per l’erogazione delle cure domiciliari che sfrutti al meglio le possibilità offerte dalle nuove tecnologie (come la telemedicina, la domotica, la digitalizzazione);

realizzare presso ogni Azienda Sanitaria Locale (ASL) un sistema informativo in grado di rilevare dati clinici in tempo reale;

attivare 602 Centrali Operative Territoriali (COT), una in ogni distretto, con la funzione di coordinare i servizi domiciliari con gli altri servizi sanitari, assicurando l’interfaccia con gli ospedali e la rete di emergenza-urgenza;

utilizzare la telemedicina per supportare al meglio i pazienti con malattie croniche.

 

Potenziando le cure domiciliari è necessaria anche l'attivazione di 602 Centrali Operative Territoriali, una per ogni distretto, con la funzione di coordinare i servizi domiciliari con gli altri servizi sanitari. 

In ogni Centrale ci saranno un coordinatore e cinque infermieri di comunità preposti al servizio, e saranno dotate dei mezzi tecnologici per garantire il controllo remoto dei dispositivi di telemedicina forniti ai pazienti, sosterrà lo scambio di informazioni tra gli operatori sanitari coinvolti nella cura, costituirà un punto di riferimento per i caregiver, sia per la formazione alla cura che per la sua attuazione, e fungerà da punto di riferimento in caso di ulteriori necessità assistenziali del paziente.

È previsto che le COT siano pienamente operative e distribuite in tutto il territorio entro il secondo trimestre del 2024.

 

Ci sarà poi anche l'investimento rivolto alla telemedicina. L’obiettivo dell’intera sottomisura è quello di migliorare radicalmente la gestione dei pazienti con malattie croniche ed in particolare di coloro che hanno più di 65 anni promuovendo un approccio multilaterale. 

La misura di rinforzo descritta sarà accompagnata da misure che prevedono di creare in ogni ASL un sistema di interconnessione dei dati clinici  (derivanti anche da dispositivi medici, quali, ad esempio, dispositivi impiantabili, come i pacemaker) che consenta la loro disponibilità in tempo reale sul cloud.

Questa azione sosterrà l’implementazione di innovativi modelli di gestione clinica per assistere i pazienti all’interno della loro casa, fornendo a pazienti/caregiver l’assistenza sanitaria sia con i professionisti sia con gli strumenti della telemedicina, della digitalizzazione, dell’intelligenza artificiale e degli strumenti di apprendimento automatico (machine learning)  nel contesto globale delle cure primarie delle Aziende Sanitarie Locali.

L’intervento prevede la creazione di una piattaforma nazionale per la telemedicina finalizzata allo screening di tutti i progetti sperimentati di telemedicina gestiti dalle Regioni italiane e da altri enti privati, dando visibilità a quelli più performanti. Questa misura prevede la disseminazione delle migliori pratiche e la costruzione di vere e proprie “piattaforme di telemedicina” facilmente utilizzabili privilegiando i progetti che insistono su più Regioni.

(fonte: Welforum.it)