Tubercolosi: cosa sapere per evitare allarmismi e psicosi

La tubercolosi è una malattia infettiva antica, ma sempre attuale. Per questo ne abbiamo voluto parlare con la dottoressa Maria Serra, responsabile SS Pneumologia Territoriale ASL3 Genovese.
 
Che cos'è la tubercolosi?
La Tubercolosi è una malattia infettiva a medio grado di contagiosità dal momento che circa il  30% dei venuti a contatto con soggetti ammalati può a sua volta ammalarsi. L’Italia è  tuttora un Paese a bassa incidenza (7 casi /100.000 ab.) ma in altri Paesi del Mondo rimane una patologia grave e talora mortale (ad oggi 1.4 milioni di morti/anno), mantenendo il primato di prima causa di morte per singolo agente infettivo.

 L’allarmismo nasce perché spesso si confonde la malattia con l’infezione. 

  
Ci sono varie forme di tubercolosi?
Le uniche forme contagiose sono la laringea e la polmonare. 
 
C'è quindi differenza tra malattia e infezione?
Sì, il malato  emette nell’aria con gli  atti della tosse i bacilli  tubercolari che possono essere inalati da altre persone (contatto interumano); queste a loro volta possono, raramente ammalarsi, più frequentemente infettarsi  cioè  ospitare  nell’apparato respiratorio i bacilli senza malattia, non sono pertanto contagiosi per gli altri. 
 
Il malato opportunamente curato, guarisce completamente grazie ai farmaci  a disposizione. 
Il soggetto infettato va individuato, parte quindi la ricerca dei contatti, studiato (con il test Mantoux  in prima battuta , e con il Quantiferon test se necessario, e la radiografia del  torace), talora eseguirà la  terapia preventiva per evitare l’evoluzione in malattia su indicazione dello specialista Pneumologo o Infettivologo se affetto da patologie causanti immunodepressione.
 
Nella ASL 3  la denuncia di malattia tubercolare, obbligatoria, porta ad uno  screening rapido dei contatti  da parte del Servizio  di Igiene Pubblica che lavora in rete con Pneumologi  e Infettivologi; in questo modo  viene garantita alla popolazione un capillare controllo su possibili ulteriori casi di malattia ed un trattamento adeguato se necessario.  
Purtroppo  i media creano molto allarmismo e poca corretta informazione sulla patologia.