Tamponi rapidi dal medico di famiglia, Brasesco: "A Genova ambulatori autogestiti da alcuni medici di medicina generale"

Tamponi rapidi negli ambulatori di medicina generale: i medici sono divisi. Alcuni sindacati sono per il no, per l'alto rischio di contagio per i medici, mentre la Fimmg parla di obbligo di eseguire test rapidi sulle seguenti tipologie di persone: i contatti stretti, asintomatici, di individui positivi; i pazienti che loro si trovano a visitare, magari per altre malattie; i contatti di positivi, alla scadenza dell’isolamento.

"A Genova gli atteggiamenti verso i tamponi rapidi sono diversi, - spiega PierClaudio Brasesco, presidente Medicoop Genova - c'è un gruppo che rifiuta l'idea ritenendolo un compito aggiuntivo, c'è un altro gruppo di medici che accetta questo nuovo ruolo, ma solo se è la Asl a dare una sede adeguatamente attrezzata burocraticamente e sicura dal punto di vista biosanitario. Infine c'è un terzo gruppo: medici di famiglia che si stanno organizzando con l'aiuto di cooperative, come Medicoop, o di Municipi per usare ambulatori fuori dagli studi medici, in autogestione". 

"E' molto importante sottolineare che non tutti i medici rifiutano, - dice ancora Braseco - a Genova abbiamo già un ambulatorio attivo in Valpolcevera, mentre altri stanno per essere avviati a Sant'Olcese, nel centro cittadino tra Castelletto e il Centro Storico, la Foce e Albaro e ancora in più sedi in Valbisagno. I medici interessati a fare tamponi hanno preso contatto con i propri distretti e alcuni di essi si sono resi disponibili a collaborare, altri meno. Questo perché sembra esserci un freno da parte della Asl3 a mettere a disposizione locali e si preferisce di gran lunga la nostra autogestione".