Scoperto un "super antibiotico": potrebbe essere efficace con i batteri resistenti e i tumori aggressivi

Un team anglo-giapponese riesce a sintetizzare un “super antibiotico” efficace contro i batteri resistenti ma anche contro forme di tumori molto aggressive.

"E' una buona notizia, che apre un'era nuova nel settore della terapia con antibiotici. - commenta Pier Claudio Brasesco, presidente Medicoop Genova -  Oggi il problema principale è l'aumento delle resistenze dei batteri agli antibiotici in uso. Inoltre si aprono nuove prospettive anche per la cura dei tumori. Siamo all'inizio, per ora è solo una fase di studio e l'utilizzo di questa molecola è ancora lontana".

Come si legge nell'articolo scritto da Maria Rita Montebelli e pubblicato da quotidianosanità.it "La misteriosa sostanza che, a detta dei ricercatori, rappresenta una scoperta senza precedenti (schiere di scienziati in tutto il mondo da anni stanno cercando di sintetizzarla in laboratorio) è la kedarcidina, un agente dalla struttura molto complessa che è in grado di danneggiare il DNA, colpendo un target preciso.

Martin Lear, dell'Università di Lincoln, e Masahiro Hirama dell'Università di Tohokue e gli altri ricercatori sono riusciti a ‘craccare’ il codice chimico di questo ‘antibiotico anti-tumorale’, efficace sia contro le cellule cancerose, che contro una serie di batteri antibiotico-resistenti, riuscendo per la prima volta a riprodurlo in laboratorio. Questa scoperta potrebbe inaugurare dunque una nuova era nella terapia anti-tumorale e per la produzione di antibiotici inediti. La kedarcidina è stata scoperta per la prima volta 30 anni fa, quando un’azienda farmaceutica l’ha isolata nella sua forma naturale da un campione di suolo in India; il terreno rappresenta la fonte naturale di tutti antibiotici sviluppati a partire dagli anni ’40, ma per poter essere utilizzati come farmaci è necessario riuscire a sintetizzarli in laboratorio.

 La particolarità di questa super-sostanza è che non possiede solo proprietà antibiotiche ma è anche attiva contro le cellule tumorali, e questo la rende dunque un potenziale nuovo trattamento oncologico".