Sì al medico di base a casa dei malati Covid. Brasesco: sentenza condivisibile, ma c’è bisogno di dispositivi di protezione e mezzi.

Il medico di famiglia non è esentato dalle visite a casa dei proprio pazienti malati di Covid.
 
È un compito che gli spetta, ovviamente nel rispetto dei protocolli di sicurezza, anche se nelle Regione operano le Usca, le Unità speciali di continuità assistenziale nate proprio per le cure domiciliari dei positivi.
 
A deciderlo è una sentenza del Consiglio di Stato che accogliendo il ricorso della Regione Lazio ha ribaltato quando aveva deciso in precedenza il Tar del Lazio che in sostanza aveva vietato ai medici di famiglia di poter fare le visite a casa in quanto compito esclusivo delle Usca.
 
“ Concordo in pieno con questa sentenza anche se rimane in piedi la criticità più importante e cioè la modalità di accesso al domicilio – commenta Pier Claudio Brasesco, presidente di Medicoop Genova -. I gsat o usca accedono al domicilio dotati di tute e altri dispositivi di protezione che cambiano ad ogni visita. Inoltre i medici gsat o usca sono sempre accompagnati da un infermiere o un OSS e utilizzano auto di servizio delle pubbliche assistenze.
 
Identica modalità dovrebbe essere prevista per i medici di famiglia ma così non è! Non a caso la scorsa primavera avevamo inventato il covid tour che risponde a questa esigenza ottimizzando l'organizzazione delle visite a domicilio sia dei pazienti covid sia dei non covid, per i quali, lo ricordo , non vi è comunque certezza di assenza di positività fino a che non è stato fatto un tampone, visto che i positivi asintomatici sono sempre molto numerosi”.