L'associazione Braccialetti Bianchi opera da anni nell'hospice del San Martino e tra pochi giorni anche nell'hospice del Gaslini

"Un braccialetto bianco per non dimenticare che la morte fa parte della vita" è lo scopo dell' associazione Braccialetti Bianchi, nata  quattro anni fa a Genova. 

"Facevamo volontariato in hospice, poi abbiamo fondato la nostra associazione, - spiega la presidente Elena Cosulich - il nome lo abbiamo scelto per ricordare il braccialetto bianco che viene messo appena si entra in ospedale, sottolineando il fatto che non si è un numero ma una persona".

Due gli obiettivi dell' associazione: il primo è formare volontari per gli hospice con percorso di formazione che dura tre mesi ed è esperienziale: "Si tratta di un percorso di crescita personale - dice la presidente - perchè ci troviamo davanti alla morte tutti i giorni. Quando il volontario entra nella stanza del malato deve aver fatto prima i conti con la morte, con le proprie paure e con la capacità di ascolto. Infatti il nostro motto è: impariamo ad ascoltare noi stessi per imparare ad ascoltare gli altri".
Oggi l'associazione Braccialetti Bianchi conta quaranta volontari e dai primi di maggio oltre a prestare servizio all'interno dell'hospice dell'Ospedale San Martino (padiglione Maragliano), sarà anche all'hospice del Gaslini, dove i parenti dei bambini ricoverati hanno bisogno di aiuto.

Il secondo scopo è quello di fornire una cultura consapevole sul fine vita attraverso eventi culturali: focus group, convegni, e death cafè mensili dove si dà l'opportunità alle persone di parlare della morte con un facilitatore.

"La morte riteniamo sia l'ultimo tabù rimasto e molti non hanno voglia di parlarne non considerando che fa parte della nostra vita. -prosegue Cosulich - Abbiamo organizzato un convegno sulla legge sul biotestamento per informare la popolazione sui diritti che ha la persona rispetto alla propria cura e salute, a come vuole essere curato alla fine della vita. Inoltre abbiamo iniziato da poco un grande progetto sulla medicina integrata, infatti da gennaio i pazienti hanno due cartelle cliniche, la classica e quella umanistica, dove vengono prescritte arteterapia, musicoterapia, massaggi, meditazione e terapia della dignità. Perchè con la morfina gli togliamo il dolore, ma i pazienti non sono felici, con questi nuovi interventi possiamo smuovere emozioni. Visto che funziona molto bene vorremmo portarlo a tutto il San Martino".

Per seguire l' associazione e gli eventi organizzati basta connettersi al sito oppure alla pagina Facebook.