Indice della Salute: ecco le città dove si vive meglio e quelle in cui si vive peggio

Secondo l' Indice della Salute del Sole 24 Ore, sul podio per miglior livello di salute in Italia si trovano Bolzano, Pescara e Nuoro. Di contro, l' indice assegna la maglia nera a Rieti, con Alessandria e Rovigo penultima e terzultima. 

La classifica finale è il risultato della media dei punteggi ottenuti dai diversi territori nei 12 indicatori presi in esame che fotografano tre aspetti fondamentali del benessere della popolazione: alcune performance demografiche registrate negli ultimi anni (ad esempio l'incremento della speranza di vita alla nascita), alcuni fenomeni socio-sanitari (come la mortalità annua per tumore e per infarto e il consumo di farmaci per asma, diabete e ipertensione) e le capacità dei servizi sanitari territoriali (dall' emigrazione ospedaliera alla disponibilità di posti letto e di medici, pediatri e geriatri in rapporto alla popolazione).

Tra le grandi città, Milano e Firenze sono le uniche a comparire nella top ten, che include tre province della Sardegna (Nuoro, Sassari e Cagliari) e due lombarde (oltre a Milano, Brescia). Firenze e Milano sono rispettivamente al 5° e all' 8° posto in classifica, quasi 20 posizioni sopra Bari (21°), Torino (24°) e Roma (29°). Se Palermo è al 46° posto, per trovare Napoli si deve arrivare alla posizione numero 72. E Reggio Calabria si piazza al 99° posto.

Complessivamente, aggregando le performance delle province su base regionale, i risultati migliori sono quelli delle due province del Trentino alto Adige seguite dalle sarde, lombarde e dalle venete; all' ultimo posto le province laziali, inseguite negativamente da quelle della Basilicata e della Campania.

In cima alla classifica per l' incremento maggiore della speranza di vita media è la provincia di Gorizia (ben 4,6 anni in quindici anni), dove si vive in media 83,2 anni. Guardando ai singoli indicatori, dalla classifica emerge che Alessandria e Genova registrano la maggiore incidenza di mortalità per tumore, mentre Ferrara è in cima alla classifica per casi di infarto miocardico acuto assieme a Rovigo, provincia che tra l' altro risulta più penalizzata per la scarsa disponibilità di medici di medicina generale rispetto alla popolazione residente e penultima per l' incidenza di pediatri in rapporto agli under 14.

A Lucca si segnala la scarsità di geriatri in rapporto alla popolazione anziana over 65, mentre nelle province di Sud Sardegna e Vibo Valentia la ricettività ospedaliera, in termini di posti letto pro capite, è ai minimi; l' emigrazione ospedaliera, che fotografa i pazienti "costretti" a farsi curare fuori regione, è un fenomeno che registra il picco negativo a Isernia e l' Aquila.

QUI TUTTA LA CLASSIFICA