Gli antipertensivi prevengono il declino cognitivo legato all'ipertensione. Il rischio di demenza senile può essere ridotto

Uno studio tedesco ha rilevato che l'uso di antipertensivi riduce il rischio di demenza senile. Lo studio si è svolto all'Università di Lipsia ed è stato pubblicato sul Journal of Alzheimer's Disease. 

E' emerso come l'uso di bloccanti del recettore dell'angiotensina II, degli Ace-inibitori, dei calcio-antagonisti e dei beta-bloccanti sono associati a una diminuzione dell'incidenza della demenza. Inoltre, nei pazienti trattati con calcio-antagonisti, l'aumento della durata del trattamento ha ridotto l'incidenza della stessa malattia.

"La sola terapia antipertensiva non può garantire che la demenza non si verificherà mai - ha detto Karel Kostev, ricercatore che ha condotto l'analisi - Tuttavia, questi risultati evidenziano l'importanza della prescrizione di farmaci antipertensivi per prevenire il declino cognitivo associato all'ipertensione".

Gli autori dello studio osservano che sono necessari ulteriori ricerche per ottenere una migliore comprensione dei farmaci associati a un ridotto rischio di demenza. In prospettiva il percorso prevede ricerche su farmaci ipolipemizzanti e antidepressivi.

Fonte: Dottnet.it