Coronavirus, quando si fanno i tamponi e quando i test sierologici: le differenze e i tipi di esito

In questi mesi in cui abbiamo imparato a conoscere e convivere con il Covid19 ci sono due termini che molto spesso vengono utilizzati: test sierologici e tampone.
 
I test sierologici servono per capire se una persona è già entrata in contatto con il virus. Si esegue sul sangue che viene raccolto con un normale prelievo.
 
Se l'esito del test è negativo significa che nel sangue non sono trovati anticorpi contro il virus. Questo accade se non si è mai entrati in contatto con il virus, o durante il periodo di incubazione.
Cosa fare?
Se si hanno sintomi, ma non ci sono stati contatti con persone positive, occorre stare in quarantena fino alla risoluzione dei sintomi.
Se si hanno sintomi e ci sono stati contatti con persone positive la domiciliazione si conclude dopo 14 giorni di clinica silente dalla risoluzione dei sintomi.
Se non si hanno sintomi ma ci sono stati contatti con persone positive la domiciliazione si conclude dopo 14 giorni di clinica silente dal contatto con il caso positivo.
 
Se l’esito del test è dubbio vuol dire che il test non è in grado di stabilire con certezza se si hanno gli anticorpi contro il virus. Il test sierologico va quindi ripetuto dopo una settimana, e occorre proseguire la domiciliazione.
 
Se l’esito del test è positivo vuol dire che nel sangue sono stati trovati anticorpi contro il virus. Questo accade se si è entrati in passato in contatto con il virus, o durante la malattia (che può essere asintomatica). 
Bisogna continuare la domiciliazione ed effettuare il tampone. Sui contatti stretti, asintomatici, sarà effettuata un’anamnesi (cioè una analisi delle condizioni di salute).
 
Il tampone faringeo o naso-faringeo, serve per diagnosticare la presenza del virus nell'organismo e quindi l'infezione in corso. É un esame rapido che viene effettuato inserendo un bastoncino con una sorta di cotton fioc alla fine o nella bocca (tampone faringeo) o nel naso (tampone naso-faringeo) del bambino.
 
Il test deve essere eseguito da personale addestrato e protetto da mascherina, guanti, occhiali e camice monouso perché viene fatto, nella maggior parte dei casi, a bambini o adulti che hanno sintomi.
Il tampone viene strofinato leggermente sulla mucosa della faringe posteriore, infilando il tampone in bocca fino ad arrivare nei pressi delle tonsille per il tampone faringeo o del naso, infilando il tampone in una narice e procedendo fino a raggiungere la parete posteriore del rinofaringe (parte superiore del faringe). Sia il tampone faringeo che quello naso-faringeo vengono mandati ad un laboratorio specializzato.
 
Se il tampone sarà negativo, significa che si è entrati in passato in contatto con il virus, ma non si è, al momento, malati. Si può dunque tornare a svolgere le attività di ogni giorno uscendo dalla quarantena (ma ovviamente rispettando le norme valide per tutti sul distanziamento sociale).
 
Se il tampone sarà positivo, il soggetto sarà catalogato come «caso Covid», sarà segnalato alle autorità sanitarie e si segue la procedura predisposta dal sistema sanitario nazionale.