Coronavirus, la SIP: "Mascherina a tutti i bambini dai tre anni. Possono essere contagiosi"

"I bambini possono essere contagiosi come gli adulti". A parlare, in un'intervista pubblicata su "La Repubblica" con la firma di Elena Dusi è Alberto Villani, pediatra del Bambino Gesù di Roma e presidente della Società italiana di Pediatria.

Secondo lui è molto importante l'uso della mascherina anche fra i più piccoli. Qui sotto i passaggi più interessanti dell'intervista.

Era stato detto che essendo asintomatici, i bambini fossero anche trasmettitori più deboli.

"Non è una regola aurea e non abbiamo dati certi. Ci possono essere bambini più o meno contagiosi. Ma non escluso che anche fra loro ci sia chi ha una carica virale alta e possa diventare un superdiffusore".

Fuori casa dovrebbero indossare tutti la mascherina?

"Come Società italiana di Pediatria la raccomandiamo dai tre anni. Se a scuola sono distanti, seduti al loro banco e tranquilli, possono toglierla. Ma durante la ricreazione o il gioco insieme è buona norma indossarla".

Come fare a convincerli?

"I bambini imitano gli altri. Se gli adulti la indossano, non avranno problemi. E' importante che le regole date siano chiare e univoche. Al bambino va comunicato con semplicità: se non riesci a rispettare la distanza, metti la mascherina. Io lo dico sempre quando li visito e raramente ho problemi. Anzi, spesso i più piccoli rispondono meglio degli adulti. Le campagne per la raccolta differenziata hanno funzionato meglio nelle scuole. Sono stati poi i ragazzi a insegnare le buone norme ai genitori".

Per indossare le mascherine servono alcune cautele. Come evitare per esempio che i bambini le tocchino in continuazione?

"Le mascherine dovrebbero coprire per bene naso e bocca e non andrebbero mai toccate con le mani. Lo sappiamo. Ma l'ottimo è nemico del buono. Meglio che i bambini le tolgano e le rimettano, se proprio non ce la fanno, piuttosto che lasciarli completamente senza. Se non sono dispositivi medici, ma foulard o mascherine di comunità, va bene lo stesso. Rappresentano comunque una protezione".

Il ritorno a scuola sarà sicuro secondo lei?

"Sarà tanto più sicuro quanto più saremo rigorosi con le regole. In tanti avevano sollevato l'allarme per gli esami in presenza. Ebbene, quell'esperienza è andata benissimo. Rispettando le misure di sicurezza non ci sono state ripercussioni".

Si è ipotizzato che il coronavirus si trasmetta per via aerea. Oltre alla distanza fra i banchi e la mascherina, bisognerebbe fare lezione con le finestre aperte?

"Basta aprire le finestre per 5-7 minuti all'inizio e alla fine di ogni lezione. Ma questa è una norma igienica valida sempre, non solo con il coronavirus. Anche d'inverno, con i termosifoni accesi, cambiare l'aria non rappresenta un problema. Se il freddo facesse male, gli scandinavi sarebbero sempre a letto e chi abita all'equatore non conoscerebbe malattie".

Gli altri paesi con le scuole aperte ci insegnano qualcosa?

"Che le misure rigorose prese in Italia sono state importanti. La Germania ha dovuto richiudere le scuole. In Svezia, paese che ha adottato poche restrizioni, l'epidemia ha causato molti danni, per non parlare delle catastrofi in corso negli Stati Uniti e in Brasile. Il nostro paese si è comportato bene nonostante il sistema sanitario martoriato, grazie anche al gran numero di persone che si è rimboccato le maniche in mezzo alla tempesta. Fra questi ci sono di sicuro gli insegnanti".