Coronavirus, Brasesco: "Mancano i dispositivi di protezione individuale. Necessario limitare l'accesso agli studi medici"

Una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ai Ministri della Salute Roberto Speranza, dell’Interno Luciana Lamorgese, della Giustizia Alfonso Bonafede, al Presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, e a tutti gli Assessori alla Salute, per invitarli a stabilire nuovi modelli organizzativi per gli studi medici. A scriverla, oggi, il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo), Filippo Anelli.

Obiettivo: limitare il contagio dei sanitari e la conseguente diffusione del virus tra i pazienti.

"A Genova e in Liguria, ma non solo, il problema è che i Medici di Medicina Generale, gli infermieri degli studi medici e i Pediatri di Libera Scelta non sono ancora stati adeguatamente riforniti di dispositivi di protezione individuale - spiega Pier Claudio Brasesco, presidente MediCoop Genova - per cui se visitano un paziente per obbligo morale e deontologico senza DPI rischiano pesantemente di diventare grandi diffusori del virus oltre a rischiare di ammalarsi togliendo assistenza ai propri pazienti".

Nella lettera inviata dal presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Anelli spiega che "se statisticamente, per Covid-19, ogni persona infetta può contagiarne altre due, quando ad ammalarsi è un medico può infettare sino a dieci persone. In Cina si è dimostrata efficace, per arginare l’epidemia, la strategia del contenimento dei super – diffusori: applichiamola anche in Italia, cominciando proprio dai medici. È assolutamente necessario, in primis, che tutti i professionisti, dagli ospedalieri ai medici di famiglia, a quelli della continuità assistenziale, del 118, dell’Inps, agli odontoiatri e agli specialisti ambulatoriali siano forniti degli adeguati Dispositivi di protezione individuale”.

"Penso che sia necessaria la richiesta di regolamentazione degli accessi agli studi dei Medici di Medicina Generale, e devo anche sottolineare che molti studi a Genova hanno già adottato le regole suggerite dall'Ordine dei Medici" conclude Brasesco.