CGIL: numeri ufficiali e altre verità su emergenza Covid 19 in Liguria

Dai dati forniti da Regione Liguria e dalle  aziende sanitarie genovesi vediamo che al Gaslini, a fronte di 157  tamponi effettuati al personale sanitario il 2,5% (4) risulta positivo,  a San Martino su 317 tamponi la percentuale è del 5,5, al Galliera sale al 13,8% (44 positivi) su un numero di test analogo e schizza al 17% in ASL3 su 195 tamponi circa. 
 
 I dati sopra esposti mettono in evidenza e confermano almeno tre  aspetti: che gli operatori della sanità sono fortemente esposti al contagio; che il numero dei test eseguiti è estremamente basso rispetto  al numero totale dei lavoratori esposti; che esistono differenze, vedi la percentuale del Policlinico San Martino e quella del Galliera a pari  numero di tamponi effettuato, difficilmente riconducibili alla casualità. 
 
Ma questi numeri nascondono altre verità con le quali, nel dialogo  quotidiano che abbiamo con i lavoratori che rappresentiamo, veniamo  tutti i giorni a contatto. 
La realtà ci parla costantemente di dispositivi di protezione  individuale che, in una situazione a macchia di leopardo che si  differenzia nelle varie realtà, mancano: mascherine FFP3 (unico mezzo di protezione adeguato nei reparti dove si eseguono manovre sanitarie che  producono aerosol), copricapo, tute, camici. 
 
La realtà ci parla di lavoratori che attendono il tampone ed altri che  attendono il risultato dello stesso da oltre 13 giorni. 
La realtà ci descrive corridoi, sale d’attesa e reparti dove non solo si  combatte per garantire le cure ma si lotta e si piange per garantire un  po' di umanità. 
 
La realtà ci porta ad ascoltare la Direzione del Galliera che afferma che i tamponi al personale sanitario è al terzo posto nelle priorità, quando oramai è evidente che monitorare ed avere pienamente coscienza della situazione all’interno dei nosocomi è condizione indispensabile per provare a rallentare la pandemia.  
 
 La realtà ci conferma, come denunciamo sin dalla sua costituzione, che ALISA, così concepita, è inadeguata ed inutile limitando di fatto l’autonomia delle Aziende in “tempi di pace” e non riuscendo di fatto a dare indicazioni chiare, univoche, utili “in tempi di guerra” come sono quelli attuali. 
 
La realtà ci porta a giudicare completamente inadeguato il governo di  questa Giunta regionale: un “governo” che ha perpetuato i tagli al  Sistema Sanitario Regionale aumentandone l’inefficienza e l’inefficacia,  che non ha mutato la situazione dell’assistenza territoriale e che ora lascia ogni azienda allo sbaraglio in una situazione che vorrebbe invece  una regia forte. 
 Il 17 marzo l’INAIL ha emesso una nota in cui si indica il tampone  rinofaringeo quale strumento valido per il riconoscimento  dell’infortunio sul lavoro per i Covid. 
 
 Il 24 marzo è stato siglato a livello nazionale un importante protocollo  sulla sicurezza degli operatori sanitari. 
 Regione Liguria ed ALISA hanno dato indicazioni alle aziende in linea  con tali disposizioni? 
 
 Come Funzione Pubblica CGIL, insieme alle altre organizzazioni sindacali, abbiamo accolto l’appello dell’Assessore Viale a collaborare  per aiutare nell’affrontare questa emergenza e continueremo, per dovere e senso di responsabilità a mantenere questo atteggiamento che non ci  impedisce però di constatare quale è la realtà e di denunciarla. 
 
 C’è una realtà che è quella del Presidente Toti e dell’Assessore Viale,  in cui tutto è sotto controllo e gli operatori sanitari sono eroi poi c’è una realtà, ed è quella che oramai tutti conoscono, delle sale di  attesa, dei corridoi, dei reparti dove non è tutto sotto controllo e  dove i lavoratori, pubblici e privati, sono donne, uomini, tutti  professionisti che vorrebbero lavorare in sicurezza senza sentirsi eroi. 
 
Maurizio Gualdi Segretario generale FP CGIL Genova 
Andrea Nanni Referente Sanità Pubblica FP CGIL Genova