Anziani, in Italia il 19% è a rischio fragilità. L'Iss crea un'app per individuarli

Per fornire un contributo alla prevenzione e al contrasto del fenomeno rischio fragilità degli anziani l’Istituto Superiore di Sanità ha sviluppato una APP rivolta agli operatori socio-sanitari allo scopo di identificare quelli a maggior rischio di fragilità a causa del loro scarso livello di attività fisica e poterli indirizzare verso percorsi di attività fisica idonei alle loro condizioni. 

“Nel contesto di un paese come il nostro, – spiega l’Iss - tra i più longevi in Europa e nel mondo, l’invecchiamento della popolazione è al tempo stesso un trionfo e una sfida per la società”.

“Se da una parte l’allungamento della vita media è il risultato di continui e importanti traguardi in campo diagnostico e terapeutico, dall’altra l’aumento della proporzione di anziani, che diventano gli utenti principali delle risorse sanitarie, impone un’attenzione crescente alla promozione di un invecchiamento sano e attivo e all’ottimizzazione delle opportunità di salute, di accesso equo alla prevenzione e alle cure”, afferma la dott.ssa Benedetta Contoli dell’ISS, responsabile scientifica del progetto CCM “Supporto e valorizzazione della Joint Action “Frailty Prevention” attraverso la promozione dell’attività fisica degli ultra64enni, finanziato dal Ministero della Salute.

“Pertanto – va avanti la ricercatrice – avere la possibilità di identificare in termini epidemiologici quella parte di popolazione anziana più vulnerabile o a rischio di fragilità diventa cruciale per programmare, sia a livello centrale che locale, politiche mirate ed efficaci che rendano reversibile questa condizione di rischio o ne rallentino la progressione verso la disabilità. E poiché la sedentarietà è uno dei maggiori fattori predittivi della fragilità, come confermano anche i dati della sorveglianza PASSI d’Argento, la prevenzione e il contrasto della fragilità nell’anziano passa anche attraverso la lotta alla sedentarietà e la promozione dell’attività fisica e del movimento”.

Dalla sorveglianza di popolazione PASSI d’Argento è emerso che il  19% degli anziani in Italia è a rischio di fragilità, una condizione che si aggrava con l’età, riguarda nello specifico il 12% dei 65-74enni e il 30% fra gli ultra 85enni, è fortemente associata allo svantaggio socio-economico (sale al 28% fra le persone con molte difficoltà economiche e al 24% fra le persone con bassa istruzione) e disegna un chiaro gradiente geografico Nord-Sud (13% nel Nord vs 24% nel Sud Isole). 

La APP si basa sul questionario “Physical Activity Scale for the Elderly” (PASE), validato a livello internazionale per “misurare” l’attività fisica praticata dagli ultra65enni e utilizzato anche in PASSI d’Argento, ed è stata impiegata in alcune realtà regionali come strumento di “screening” di comunità per individuare gli anziani a rischio di fragilità da indirizzare a percorsi di promozione dell’attività fisica.

La valutazione da parte degli operatori che hanno utilizzato lo strumento è stata molto positiva ed è prevista la diffusione della APP in tutte le regioni tra gli operatori sanitari, al termine del progetto. Gli ultra65enni arruolati nel progetto e inseriti in programmi di promozione all’attività fisica sono stati seguiti nel tempo: la compliance allo studio è stata alta, la percezione dello stato di salute e benessere e i sintomi di depressione misurati all’inizio e al termine dello studio sono migliorati significativamente.

 

Fonte Quotidiano Sanità